Venerdì, 12 Giugno 2026 07:38

LigurIA: l'innovazione che coltiva il futuro

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La giornata del progetto LigurIA dedicata all’Agritech ha mostrato un territorio che non osserva il cambiamento, ma lo attraversa. Dopo i saluti istituzionali, l’apertura ha ripercorso in modo approfondito il ruolo del DIH Liguria, sul territorio regionale; non solo un facilitatore tecnologico, ma un vero abilitatore di processi, capace di accompagnare imprese, enti pubblici e organizzazioni in percorsi di trasformazione che vanno ben oltre l’adozione di strumenti digitali.

L’attività di orientamento al business, svolta attraverso assessment strutturati, permette alle aziende di comprendere il proprio livello di maturità digitale e di individuare traiettorie di crescita concrete; il marketing dell’innovazione supporta la diffusione di soluzioni e competenze, mentre le iniziative di networking — dal Coffeetech agli incontri tematici di LigurIA — costruiscono un ecosistema in cui la contaminazione tra settori diventa un valore.

L’aggiornamento del progetto ha restituito numeri solidi e in crescita: oltre seicento presenze in otto eventi ospitati in quattro sedi diverse, cinquanta relatori coinvolti e, nel primo pillar, sessanta soluzioni presentate da ventotto aziende, con un livello di maturità superiore all’80% e una vocazione B2B che supera il 90%. Numeri che non descrivono solo partecipazione, ma un movimento collettivo, un interesse crescente verso un modello di innovazione che non si limita a “portare tecnologia”, ma costruisce relazioni, competenze e consapevolezza. Si ci conferma come un attore capace di leggere i bisogni del territorio e di tradurli in percorsi operativi, mettendo in connessione imprese, centri di ricerca, istituzioni e startup: un ruolo che diventa ancora più strategico in un settore come l’Agritech, dove la trasformazione digitale richiede un equilibrio delicato tra tradizione, sostenibilità e nuove tecnologie.

L’AI tra roadmap e nuovi modelli

Il primo tema affrontato è stato quello dell’intelligenza artificiale, con una riflessione sulla roadmap verso l’AGI delineata da OpenAI: cinque step, i primi tre già realizzati, gli altri in avanzamento, con una tempistica prevista tra il 2026 e il 2033 che rende il futuro sorprendentemente vicino. È stato citato anche il caso di un’azienda capace di generare oltre sei milioni di dollari di fatturato senza dipendenti, esempio emblematico di come l’AI stia riscrivendo i modelli organizzativi e aprendo scenari completamente nuovi per imprese di ogni dimensione. Tre le parole chiave indicate come indispensabili per affrontare questa fase: consapevolezza, sperimentazione, adozione.

Agritech e reti europee

Da qui il discorso si è spostato in modo naturale sul terreno dell’Agritech, mostrando come le trasformazioni abilitate dall’AI non riguardino solo i modelli di business, ma anche i sistemi produttivi più tradizionali: è stata approfondita l’evoluzione dei parchi tecnologici e delle reti europee, arricchito dalla presenza arrivata da Bolzano con una rappresentanza del NOI Tech Park, realtà che sta contribuendo in modo significativo allo sviluppo dell’innovazione applicata all’agricoltura.

Il focus si è concentrato sul ruolo dei laboratori specializzati e sulle tecniche che accelerano l’agricoltura digitale, portando esempi concreti di come infrastrutture e competenze possano diventare leve decisive per la competitività delle filiere: dall’esperienza del bando EDIH e la prospettiva di una copertura europea, insieme allo sviluppo di sistemi plug‑and‑play fino alle applicazioni dedicate all’agricoltura di precisione, in particolare nel settore olivicolo e le collaborazioni sul territorio con il gruppo FOS. Un passaggio che ha evidenziato come l’innovazione agricola non sia un capitolo isolato, ma parte di un ecosistema più ampio in cui AI, robotica e digitalizzazione convergono per ridisegnare l’intera filiera.

Robotica e physical AI

Un altro tema centrale è stato quello della robotica, descritta come unione di mente e corpo: dai gesti più semplici fino alla capacità di cucinare o correre, i robot stanno evolvendo verso forme di physical AI in cui percezione, movimento e linguaggio si intrecciano. È stato presentato l’Innovation Hub of Robotics, polo europeo dedicato a robotica e AI applicate a industria, smart cities, sanità, logistica e patrimonio culturale, con la prospettiva di ampliare i laboratori e poli universitari oltre quello già attivo a Imperia e creare spazi di co‑innovazione con le imprese. Centrale il tema del rapporto con il mondo produttivo e della costruzione di un modello stabile di collaborazione, anche in sinergia con iniziative europee e con il modello dei Living Labs.

E‑commerce e nuovi modelli decisionali 

Momento cardine della giornata è stato l’intervento dedicato all’evoluzione del turismo e dell’e‑commerce, arricchito dalla presenza di Carlo Carli, amministratore delegato dell’azienda di famiglia, intervistato da Andrea Teja. La sua testimonianza ha portato in sala il punto di vista concreto di chi vive quotidianamente la trasformazione digitale nei processi commerciali e nelle strategie di mercato. Il B2C cambia così rapidamente da trasformarsi in una voce di costo e impatto immediato, ridefinendo ruoli, intermediari e competenze. Sono state richiamate le sei direttrici strategiche che stanno ridisegnando il settore: nuovi intermediari, nuovi clienti, decisioni automatizzate, customer journey ripensati, competenze aumentate. I dati confermano il divario tra intenzioni e realtà: il 54% delle aziende ha già adottato tecnologie e AI negli acquisti, mentre il 43% delle PMI non ha avviato alcuna iniziativa. Il gap non è nella comprensione, ma nell’adozione. L’intervento di Carli ha reso evidente quanto la velocità del cambiamento richieda risposte altrettanto rapide, e quanto la competitività passi oggi dalla capacità di integrare tecnologia, visione e governance.

AI Act, rischi e governance

In chiusura, l’attenzione si è spostata sul quadro normativo europeo. Innovare non significa solo acquistare tecnologia, ma ripensare persone, processi e dati. L’Europa lavora su una piramide del rischio che va dal minimo al vietato; con il Digital Omnibus il quadro si semplifica, ma semplificare non significa abolire. Trasparenza e classificazione restano i pilastri. Tra i punti chiave: partire da un assessment per capire cosa si ha in azienda, garantire formazione a chi usa l’AI, mantenere supervisione umana, rispettare il GDPR, puntare alla sovranità tecnologica scegliendo fornitori europei, integrare la cybersicurezza come parte della sicurezza aziendale. La tracciabilità delle decisioni diventa essenziale: log, registri delle anomalie, documentazione della supervisione. Guardando la mappa operativa e la slide sugli AI agent emergono quattro punti fondamentali: inventario, formazione, contratti e governance.

La giornata ha restituito un messaggio chiaro: l’innovazione non è un esercizio teorico, ma un processo che richiede visione, responsabilità e collaborazione. L’Agritech, in questo senso, diventa un laboratorio privilegiato: un settore in cui la tradizione incontra la tecnologia, e in cui la Liguria può giocare un ruolo distintivo proprio perché abituata a lavorare in contesti complessi, frammentati, spesso difficili da scalare. È in questa complessità che l’innovazione trova terreno fertile.

LigurIA ha dimostrato di essere più di un progetto: è un luogo di convergenza, un punto di incontro tra imprese, ricerca, istituzioni e cittadini. Un ecosistema che cresce perché non si limita a raccontare l’innovazione, ma la mette in pratica, la osserva da vicino, la discute, la problematizza. La presenza di temi così diversi — dall’AGI alla robotica, dall’e‑commerce all’AI Act — non è casuale: è il segno di un territorio che sta imparando a leggere l’innovazione come un fenomeno sistemico, che attraversa settori, modelli di business, competenze e responsabilità.

La sfida, ora, è trasformare questa consapevolezza in continuità.

Continuare a costruire reti, a condividere dati, a sperimentare, a formare competenze nuove. Continuare a far dialogare chi produce tecnologia con chi la usa, chi la regola e chi la osserva. Continuare a fare della Liguria un luogo in cui l’innovazione non è un evento, ma un processo quotidiano. Il futuro non arriva da solo. Si costruisce. Insieme.



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