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Nel panorama agroalimentare contemporaneo, l’ESG non è più un’etichetta da applicare a valle dei processi, ma una vera architettura strategica. La trasformazione è evidente: secondo la FAO, l’agricoltura è responsabile del 31% delle emissioni globali di gas serra, un dato che colloca il settore al centro della transizione ecologica.
La sfida è duplice: produrre di più per una popolazione che ha superato gli otto miliardi, e farlo con meno risorse, maggiore trasparenza e un impatto ridotto su ecosistemi già sotto pressione. In questo scenario, l’ESG diventa un linguaggio comune tra imprese, istituzioni e territori, capace di orientare investimenti, innovazione e competitività.
La dimensione ambientale: dalla mitigazione alla rigenerazione
La sostenibilità ambientale è il fronte più urgente. La FAO ricorda che l’agricoltura utilizza circa il 70% delle risorse idriche globali, mentre l’IPCC evidenzia come la variabilità climatica stia aumentando la frequenza di eventi estremi che impattano direttamente sulle rese agricole. Per questo, la filiera sta passando da un approccio di mitigazione a uno di rigenerazione: suoli più fertili, biodiversità più ricca, gestione intelligente dell’acqua, riduzione degli input chimici. L’agricoltura di precisione, i sensori, i modelli predittivi e l’irrigazione mirata non sono più sperimentazioni, ma strumenti ordinari. La sostenibilità, qui, non è un vincolo: è un moltiplicatore di efficienza e resilienza.
La dimensione sociale: lavoro, comunità, competenze
Il settore agroalimentare rappresenta il 27% dell’occupazione globale (FAO), ma continua a mostrare forti disparità, soprattutto nelle aree rurali. La sostenibilità sociale significa garantire condizioni di lavoro dignitose, tutelare i lavoratori stagionali, investire in formazione e competenze digitali, sostenere le comunità che custodiscono il patrimonio agricolo. È una dimensione che incide direttamente sulla qualità della filiera: una filiera che non valorizza il capitale umano non può innovare, né costruire fiducia con i consumatori.
La governance: la doppia materialità come punto di svolta
La governance è il luogo in cui la sostenibilità diventa misurabile. Con l’entrata in vigore della CSRD e degli ESRS, la rendicontazione ESG assume un ruolo centrale: trasparenza, comparabilità e affidabilità dei dati diventano requisiti strutturali. La logica della doppia materialità, oggi obbligatoria, impone alle imprese di valutare sia l’impatto dei fattori ESG sulla performance economica, sia l’impatto delle attività aziendali su ambiente e società. Per l’agroalimentare, che opera a stretto contatto con il capitale naturale, questo approccio è particolarmente rilevante: rende visibile ciò che prima era intangibile e trasforma la sostenibilità in una leva gestionale.
Tracciabilità e sicurezza: il ruolo dei dati
L’EFSA sottolinea come la sicurezza alimentare e la trasparenza dei processi siano elementi imprescindibili per la fiducia dei consumatori. La tracciabilità avanzata, supportata da tecnologie come blockchain, piattaforme collaborative e sistemi di data sharing, diventa un pilastro della governance moderna. Non si tratta solo di conformità normativa: è un modo per ridurre rischi reputazionali, prevenire frodi, garantire autenticità e rafforzare la competitività del Made in Italy.
Un nuovo modello di valore: competitività e responsabilità
Il valore dell’ESG non si esaurisce nella compliance. Le imprese che integrano questi criteri in modo strutturale migliorano la propria capacità di attrarre investimenti, accedere ai mercati internazionali e costruire relazioni solide con i consumatori. La FAO segnala che il valore agricolo globale è cresciuto dell’89% negli ultimi vent’anni, raggiungendo i 3,8 trilioni di dollari nel 2022: un’espansione che richiede modelli più evoluti, capaci di coniugare crescita e responsabilità. L’agroalimentare del futuro sarà quello che saprà trasformare l’ESG in un linguaggio condiviso, unendo innovazione e tutela delle risorse, tecnologia e cultura, competitività e responsabilità.
Il tema dell'agroalimentare sarà l'argomento centrale per il nuovo incontro di LigurIA di domani, mercoledì 10 giugno; incontro previa registrazione al link: https://www.08b600baac75a892df62747d3cc2624d-gdprlock/e/biglietti-lagroalimentare-del-futuro-innovazione-tra-ia-e-robotica-1989205392878?aff=oddtdtcreator

