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Quando i filari si stringono in linee essenziali e la vite riposa, la potatura diventa un gesto che assomiglia più a un dialogo che a un’operazione tecnica. È un momento in cui l’esperienza del potatore si intreccia con la memoria della pianta, con la sua forma, con ciò che è stato e ciò che potrà diventare. Dentro questo spazio fatto di attenzione e cura si inserisce VINUM, un progetto che prova a tradurre quel gesto in un linguaggio nuovo, quello della robotica avanzata, senza perdere la delicatezza che lo caratterizza.
Un incontro tra mondi diversi
VINUM nasce dall’incontro tra agronomi e ingegneri, tra chi conosce la vite da vicino e chi costruisce macchine capaci di muoversi, osservare e interpretare. Il risultato è un robot quadrupede che attraversa i filari con passo misurato, osserva la pianta attraverso sensori e telecamere, ricostruisce la sua architettura e prova a comprenderla. Non si limita a riconoscere forme: interpreta relazioni, distanze, nodi, simmetrie. È un modo diverso di guardare la vite, più analitico ma non meno rispettoso.
Il braccio robotico è forse l’elemento più sorprendente. Si avvicina con cautela, individua il punto esatto del taglio e lo esegue con una precisione che sembra quasi naturale. Dietro quel movimento c’è un intreccio di algoritmi, modelli agronomici e decisioni autonome che cercano di replicare la logica del potatore umano. Non è imitazione, ma una forma diversa di competenza, costruita per convivere con quella umana.
La complessità come terreno di ricerca
La vite non è una macchina industriale: è irregolare, imprevedibile, diversa da pianta a pianta. Per questo la potatura è una delle operazioni più difficili da automatizzare. VINUM affronta questa complessità con un approccio che unisce percezione tridimensionale, intelligenza artificiale e manipolazione robotica. Ogni pianta diventa un caso unico da interpretare, non un oggetto da standardizzare.
In questo equilibrio, la macchina non sostituisce il potatore: lo affianca. Si occupa dei gesti ripetitivi, delle lunghe giornate invernali, delle pendenze difficili. L’uomo resta il custode della visione complessiva, della qualità, della scelta agronomica più fine. È una collaborazione che apre nuove possibilità senza cancellare la tradizione.
Dal vigneto del futuro al vigneto di oggi
Guardare VINUM al lavoro significa intravedere un possibile futuro della viticoltura. Un futuro in cui i dati raccolti durante la potatura diventano informazioni preziose per monitorare la salute delle piante, prevedere la produzione, ottimizzare gli interventi. Un futuro in cui la robotica non sostituisce la tradizione, ma la sostiene, la alleggerisce, la rende più sostenibile.
Eppure, il fascino del progetto sta anche nella sua dimensione attuale: nei test sul campo, nelle prove tra i filari, nelle prime potature autonome che mostrano quanto sia possibile avvicinare tecnologia e agricoltura senza perdere poesia. VINUM non è solo un esperimento ingegneristico: è un modo diverso di immaginare il rapporto tra uomo, macchina e paesaggio.
VINUM continua così il suo cammino, passo dopo passo, tra ricerca e sperimentazione, seguendo il ritmo stesso della vite. Ogni stagione aggiunge un tassello, una nuova comprensione, un gesto più preciso. E mentre la tecnologia affina il proprio sguardo, il vigneto rimane il luogo in cui tutto si misura: la luce, il terreno, la pazienza, la cura.
Sarà questo il filo che accompagnerà anche il 271° Coffeetech, in programma venerdì 20 marzo 2026, guidato dalla voce di Matteo Villa, che da anni vive la robotica del DLS Lab come un laboratorio di possibilità. Un’ora per ascoltare come la ricerca si muove tra i filari, per immaginare ciò che ancora non c’è, per lasciarsi sorprendere da un dialogo nuovo tra ingegno umano e paesaggio agricolo.
E forse, alla fine, ciò che resta è proprio questa immagine: un robot che avanza piano tra i filari, in un inverno quieto, mentre la vite attende il suo taglio. Un incontro inatteso, che non toglie nulla alla tradizione
Per registrarsi: https://coffeetech.08b600baac75a892df62747d3cc2624d-gdprlock/

