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La sicurezza digitale non è più un insieme di barriere da alzare quando serve. È diventata un ecosistema vivo, fatto di servizi che si intrecciano, infrastrutture che dialogano, piattaforme che si appoggiano le une alle altre. In questo scenario, una vulnerabilità non resta mai isolata: si muove, si propaga, attraversa confini che fino a pochi anni fa sembravano invalicabili. È da questa consapevolezza che nasce Progetto MIRANDA, un’iniziativa europea che prova a ripensare la cybersecurity non come difesa, ma come capacità condivisa.
Superare la frammentazione
Oggi la sicurezza è distribuita tra attori diversi: provider cloud, servizi edge, sistemi industriali, piattaforme digitali. Ognuno vede un frammento, nessuno vede l’insieme. MIRANDA parte da qui: dalla necessità di ricomporre il quadro, di creare un linguaggio comune, di permettere a organizzazioni diverse di collaborare senza esporre i propri sistemi. L’obiettivo è semplice nella forma, complesso nella sostanza: trasformare la sicurezza in un processo coordinato, capace di reagire con coerenza anche quando tutto si muove.
Il Cybersecurity Digital Twin
Il cuore del progetto è il Cybersecurity Digital Twin, un gemello digitale che rappresenta in tempo reale la postura di sicurezza di ecosistemi complessi. Non è una fotografia statica, ma un modello dinamico che osserva, simula, prevede. Permette di individuare vulnerabilità prima che diventino problemi, di simulare scenari di attacco senza toccare i sistemi reali, di investigare incidenti con un livello di dettaglio che oggi è difficile ottenere.
Il CDT introduce un modo nuovo di guardare alla sicurezza: non più reattivo, ma anticipatorio. Un approccio che non si limita a rispondere, ma che prepara, orienta, accompagna. MIRANDA sviluppa un framework che permette di monitorare catene di servizi distribuiti, rilevare anomalie con approcci predittivi, correlare eventi e coordinare la risposta in modo rapido e non invasivo. È un progetto che lavora dove la complessità è più evidente: nei punti di contatto, nelle interdipendenze, nelle zone grigie tra un sistema e l’altro.
Non si limita a migliorare la tecnologia: migliora la capacità delle organizzazioni di vedere ciò che accade. E, soprattutto, di agire con coerenza.
Una sicurezza che cresce insieme ai sistemi
Il valore di MIRANDA sta nella continuità. Non interviene solo quando qualcosa va storto: lavora prima, durante e dopo. Rende la sicurezza più consapevole, più fluida, più vicina al modo in cui le aziende operano davvero. Non elimina la complessità, ma la rende leggibile: non sostituisce le persone, ma le mette in condizione di decidere meglio. Non promette invulnerabilità, ma costruisce un livello di comprensione che è, oggi, la forma più solida di protezione.
Il progetto è finanziato da Horizon Europe e coordinato dal CNR, con un consorzio internazionale che lavora per definire non solo tecnologie, ma anche metodi, standard, modelli operativi. È un progetto triennale che guarda oltre la durata del finanziamento: punta a creare strumenti e pratiche che possano essere adottati su larga scala, in settori diversi, in contesti diversi.
Ma non andiamo oltre... venerdì 27 infatti, al 268 Coffeetech avremo il piacere di avere con noi il coordinatore del progetto, Matteo Repetto che ci illustrerà “MIRANDA” nella sua interezza.
Perché la sicurezza non è un prodotto: è una capacità. E una capacità cresce solo se viene condivisa.
Per registrarsi: https://coffeetech.08b600baac75a892df62747d3cc2624d-gdprlock/

