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Lunedì, 16 Febbraio 2026 07:42

Progetto SVIARE: un “laboratorio” di mobilità che ripensa le connessioni nelle aree

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SVIARE nasce come quei progetti che non si limitano a proporre un servizio, ma provano a cambiare il modo in cui un territorio si muove, si collega, si percepisce.

Un’iniziativa che affronta una sfida nota ma spesso trascurata: la mobilità nelle aree “deboli”, quei contesti dove gli spostamenti quotidiani non sono mai scontati e ogni viaggio richiede tempo, organizzazione, compromessi.

Il cuore del progetto è semplice nella formulazione ma ambizioso nella pratica: integrare diverse modalità di trasporto in un unico ecosistema flessibile, capace di adattarsi alle esigenze reali delle comunità. Per farlo, SVIARE adotta l’approccio del Mobility as a Service (MaaS), un modello che supera la logica dei servizi isolati e costruisce invece un sistema coordinato, digitale e accessibile.

Nella visione di SVIARE, la mobilità non è più un insieme di mezzi separati, ma una rete continua che combina:

  • soluzioni condivise, come car sharing o servizi a chiamata
  • trasporto pubblico tradizionale, riorganizzato in chiave più efficiente
  • strumenti digitali che permettono di pianificare, prenotare e pagare gli spostamenti da un’unica piattaforma
  • veicoli a basso impatto ambientale, per ridurre emissioni e costi operativi

Il progetto agisce come un “ponte” tra innovazione e quotidianità: sperimenta modelli replicabili, osserva come le persone li utilizzano, misura l’efficacia delle soluzioni e ne valuta la sostenibilità nel tempo.

L’obiettivo?

Non solo offrire nuove opzioni di viaggio, ma ridisegnare l’accessibilità, rendendo più semplice raggiungere servizi, lavoro, scuole, centri urbani.

In questo senso, SVIARE è più di un progetto di mobilità: è un esercizio di ingegneria sociale e territoriale. Lavora sulle abitudini, sulle distanze percepite, sulla qualità della vita mediante un approccio pragmatico, sperimentale, capace di mettere insieme istituzioni, operatori e cittadini in un percorso condiviso.

La sperimentazione del progetto è partita a novembre dello scorso anno, con il Comune di Bargagli come primo contesto di applicazione, anche attraverso un evento dedicato ospitato nel cinema cittadino. Il percorso ha una durata prevista di cinque mesi e si concluderà ad aprile di quest’anno.

Maggiori informazioni disponibili ai seguenti link