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Il valore strategico dell’analisi della sostenibilità
Analizzare la sostenibilità dei processi produttivi significa comprendere in modo sistematico come ogni fase della catena del valore contribuisca all’impatto ambientale, energetico e sociale dell’azienda. In un contesto regolatorio sempre più articolato, dalla CSRD agli standard ESRS, questa valutazione diventa uno strumento operativo per anticipare rischi, ridurre costi nascosti e rafforzare la competitività. La sostenibilità si configura così come un parametro gestionale che incide direttamente su efficienza, reputazione e capacità di attrarre investimenti.
Una metodologia strutturata per leggere i processi
Per ottenere una fotografia affidabile delle performance, l’analisi deve seguire un approccio metodologico chiaro. Si parte dalla mappatura dei processi, identificando flussi di materia, energia, acqua e rifiuti, per poi integrare dati provenienti da sistemi MES, contatori intelligenti e audit interni. La definizione dei KPI consente di trasformare osservazioni qualitative in indicatori misurabili, mentre l’individuazione degli hotspot evidenzia le fasi più critiche in termini di consumi o emissioni. Il confronto con standard internazionali e best practice di settore permette infine di valutare il posizionamento dell’azienda rispetto ai livelli ottimali.
Le leve operative per migliorare le performance
Una volta identificate le aree di miglioramento, si passa alla fase di ottimizzazione, che combina interventi tecnologici, organizzativi e progettuali. L’efficienza energetica può essere potenziata tramite sistemi di monitoraggio in tempo reale, recupero termico e macchinari ad alta prestazione. Sul fronte dei materiali, l’ecodesign e l’aumento della resa materica riducono sprechi e costi. La digitalizzazione introduce strumenti come IoT e digital twin per simulare scenari e ottimizzare i cicli produttivi, mentre l’economia circolare apre a modelli di recupero, riuso e simbiosi industriale. La dimensione sociale completa il quadro, includendo sicurezza, ergonomia e formazione continua come elementi essenziali della sostenibilità complessiva.
Un modello decisionale per orientare gli investimenti
Per selezionare le azioni più efficaci è utile adottare un modello decisionale basato sulla matrice Impatto–Fattibilità. Questo strumento consente di classificare ogni intervento in base al beneficio ambientale atteso e alla complessità tecnica ed economica della sua implementazione. Le azioni ad alto impatto e alta fattibilità diventano prioritarie, mentre quelle ad alto impatto ma bassa fattibilità richiedono una pianificazione strategica più ampia, spesso supportata da partnership tecnologiche o finanziamenti. I quick win, invece, permettono di ottenere risultati rapidi e di consolidare una cultura interna orientata al miglioramento continuo.
Gli output di un percorso di ottimizzazione
Il percorso si conclude con la definizione di una roadmap operativa che integra interventi, priorità, investimenti necessari e ritorni attesi. Gli output sono tangibili: riduzione dei costi operativi, miglioramento degli indicatori ESG, maggiore trasparenza verso stakeholder e istituzioni, e allineamento ai requisiti per bandi e finanziamenti. L’azienda acquisisce così un modello produttivo più efficiente, resiliente e conforme alle normative europee, trasformando la sostenibilità in un vantaggio competitivo concreto. aizoOn propone un approccio basato sull'analisi del ciclo di vita (LCA) che consente di individuare tutti gli hot spot del processo che impattano su indicatori ambientali ed economici per poi applicare soluzioni tecnologiche che consentono di ottimizzarne le performance.
Andrea Terenzi, Innovation Manager Energy Transition di aizoOn, durante il 266° CoffeeTech venerdì 13 febbraio offrirà una sintesi del loro approccio modulare.
Un appuntamento prezioso per chi vuole trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo reale.
Per registrarsi: https://coffeetech.08b600baac75a892df62747d3cc2624d-gdprlock/