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Mercoledì, 08 Luglio 2026 06:25

BIG2Be: tre incontri, tre storie, tre modi di fare impresa

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A Genova si è aperto uno spazio nuovo, pensato per far dialogare chi l’impresa la sta immaginando e chi, ogni giorno, la porta avanti.

Il 28 maggio, nella sede di Confindustria Genova, ha preso forma un ciclo di incontri che non assomigliava a una conferenza né a una lezione frontale: è stato una conversazione autentica, un luogo in cui gli imprenditori hanno condiviso scelte, errori, intuizioni, passaggi critici e il modo in cui hanno attraversato l’innovazione senza farsene travolgere.

BIG2Be è nato così: come un ponte narrativo tra nuova imprenditorialità e sistema produttivo, un percorso che da maggio a novembre ha messo in relazione storie diverse, generazioni diverse, approcci diversi. Un format che non ha cercato la perfezione, ma la verità dei percorsi: ciò che funziona, ciò che non funziona, ciò che si impara strada facendo. Un modo per offrire agli startupper prospettive concrete, strumenti reali e quella cosa che spesso manca: la possibilità di ascoltare l’impresa dalla voce di chi la vive.

 Aitek: crescere restando fedeli alla propria identità

Il primo incontro con Fabrizio Ferrari, Presidente di Confindustria Genova e CEO di Aitek, ha aperto il ciclo con una storia che nasce nel 1986, quando un gruppo di professori universitari decide di trasformare un’idea in impresa. Una scelta che oggi sembra naturale, ma che allora era un atto di coraggio: portare fuori dall’università un sapere tecnico e farne un’azienda. Aitek cresce così, tra intuizioni colte nel momento giusto, bandi europei letti come leve strategiche e una decisione chiara: puntare sul software quando ancora non era una strada battuta. È una crescita che non si fonda su slogan, ma su relazioni solide, clienti che riconoscono il valore del lavoro, qualità che si sedimenta nel tempo. Il passaggio generazionale — dai professori ai giovani studenti — non è una frattura, ma una continuità naturale: modernità che non cancella il passato, ma lo porta avanti. Un incontro che ha acceso un dibattito vivo su come portare le start‑up a un livello superiore e che ha lasciato un punto fermo: ci sono tanti modi di fare impresa. L’importante è sapere perché lo si fa.

Wyscout: quando l’intuizione diventa metodo

La storia di Matteo Campodonico è una traiettoria che cambia direzione più volte, finché un incontro — quello con Serse Cosmi — apre una strada inattesa. Da lì nascono i primi contratti con Genoa e Sampdoria, poi con Udine, e si consolida una collaborazione che a Genova prosegue con Gasperini. Cinque tentativi per trovare il nome giusto, l’evoluzione dalle registrazioni ai DVD e allo streaming, e poi l’intuizione che cambia tutto: osservare i calciatori in modo sistematico, trasformare il video in informazione, l’informazione in valore. Con l’ingresso di Antonio Gozzi in società, quell’intuizione diventa struttura, governance, mercato. Nasce Wyscout, che nel 2019 verrà venduta con il 70% del mercato globale. E quando un ciclo si chiude, se ne apre un altro: il B&B, la lavanderia industriale, l’idea di BnBkit. Una storia che dimostra come l’impresa possa nascere da un dettaglio, da una domanda semplice, da un’intuizione che diventa metodo e poi diventa mondo.

T. Mariotti: tradizione che evolve, complessità che si governa

Il racconto di Marco Ghiglione si apre con una data precisa: il 1928, anno in cui nascono due realtà: l’officina navale e San Giorgio al Porto. Prima rivali, poi unite in una holding forte che oggi porta il nome Genova Industrie Navali, costruendo una storia di sinergie e crescita. Oggi il gruppo presidia l’intera vita della nave: costruzione, rifiniture, riparazioni, manutenzioni e demolizioni. Le navi nascono in Veneto e vengono completate a Genova, dove si concentrano maestranze, competenze e una tradizione industriale che non ha mai smesso di evolvere. Tra navi da crociera di lusso e expedition per navigare nei ghiacci, la complessità è enorme: prove in vasca, coordinamento tecnico, una filiera che deve essere solida e flessibile. Per affrontarla, T. Mariotti ha acquisito il 30% di Moons, che ha sviluppato un tool capace di generare un preventivo istantaneo a partire da 50 dati. Una digitalizzazione concreta, non dichiarata: un modo per governare la complessità senza perdere identità. Una storia che dimostra come la tradizione industriale possa crescere, cambiare, adattarsi, senza mai smettere di essere sé stessa.

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Tre incontri, tre storie, tre modi diversi di interpretare l’impresa. BIG2Be ha mostrato che la crescita non è mai lineare: nasce da incontri, intuizioni, alleanze, errori, scelte coraggiose. Nasce dalla capacità di osservare, di cambiare, di delegare, di fidarsi. E soprattutto nasce dalla consapevolezza che la flessibilità è un valore strategico, perché permette di adattarsi, innovare, rispondere a richieste diverse e mantenere un posizionamento competitivo.

Le imprese raccontate in BIG2Be sono lì dove vogliono essere. Ma tutte condividono la stessa certezza: c’è sempre spazio per crescere — e la digitalizzazione è una leva fondamentale per farlo.

Ci vediamo a settembre con i nuovi incontri!

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